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Morfochirologia, l’evoluzione della Fisiognomica e la Morfopsicologia


La Fisiognomica, cioè l’arte di leggere il carattere dai tratti del viso e dalle forme del corpo, ivi comprese le posture, è una tradizione orientale ed occidentale.

In occidente con il Lombroso e i pensatori greci in primis, l’osservazione dei tratti è statica e meccanicistica mentre in oriente il concetto dualista yin yang (contrazione ed espansione) alla base dell’osservazione di tutti i fenomeni, compreso l’uomo, è inserito in una visione monista in cui i due movimenti sono interattivi, complementari, inscindibili e sempre presenti.

In Occidente la limitata osservazione statica tradizionale espande quindi in tempi moderni la sua visione e nasce la Morfopsicologia, a cura di Gorman e Siguad, che basa la sua interpretazione psicologica dei tratti del viso tra due istinti, quello della contrazione e quello dell’espansione.

la forma umana si dilata, si espande in un ambiente favorevole in cui può facilmente adattarsi;

la forma umana si retrae, si contrae, in un ambiente ostile di difficile adattamento.

La Morfopsicologia ha quindi assorbito i principi della Fisiognomica negando però la staticità del pensiero tradizionale.

La Fisiognomica orientale (Cina, Giappone, India, ecc.) fa parte di una visione filosofica dell’uomo che ne esalta la capacità di modificare il proprio destino e la propria salute fisica, mentale e spirituale attraverso l’alimentazione, il pensiero, l’esercizio fisico, le arti e la meditazione. Quindi l’approccio teorico non è statico ma dinamico.

La visione orientale e in particolare quella zen, ci invita ad apprendere la felicità, come un percorso da nutrire giorno dopo giorno. Nel giardino Ryoan – ji, c’è un’iscrizione che recita: “imparare ad essere felici”; infatti si deve imparare ad essere felici con quello che si ha, nel momento in cui si è. L’insegnamento zen recita così: “Io so quello che mi serve; io sono felice; io so quello che è sufficiente.” Un antico proverbio cinese dice: “The face comes from the heart”, nel viso viene riflesso quello che una persona sente, prova, cioè tutte le sue emozioni: paura, insicurezza, timore, gioia, amore, felicità…..Questo significa che cambiando le nostre emozioni, cambia di conseguenza anche il nostro volto.

In particolare la Fisiognomica orientale osserva nei tratti del volto sia la salute fisica e gli organi in particolare, che il carattere, visti come aspetti inscindibili.

Ad ogni organo è infatti correlata un’emozione ed una parte del corpo, ed un periodo stagionale specifico in cui la salute dei singoli organi è influenzata dal clima (teoria delle sei energie e delle Cinque Trasformazioni).

L’immagine riporta le zone del viso ove è quindi possibile osservare lo stato di salute dei vari organi interni e delle funzioni correlate ad essi, nonché gli stati emotivi in armonia e disarmonia.

Ecco un esempio di lettura morfopsicologica che relaziona tratti del viso e carattere:

“Il vostro viso: il quadro è piuttosto stretto. Colpiscono la grandezza e l’apertura della bocca. Gli occhi sono abbastanza larghi, mentre il naso è più fine e piccolo.

Il vostro carattere: curiosi, siete portati a partecipare attivamente alle cose della vita. Avete tanti interessi e la tendenza a iniziare più attività insieme, facendo poi fatica a portarle a termine. Vi contraddistingue l'”argento vivo” dell’adolescente, caratterizzato da immediatezza e improvvisazione: gli imprevisti non vi fanno paura e ammortizzate bene i cambi di scena. Tutto questo può portare a volte a un’inquietudine interiore. A livello affettivo, siete piuttosto selettivi.”

Un altro interessante esempio di lettura delle caratteristiche morfopsicologiche nei tratti del viso dell’attore Roberto Benigni, usa un programma di lateralizzazione che separa e duplica il lato destro e il lato sinistro e li mette in relazione all’Anima e all’Animus junghiani:

Il principio yin yang di espansione e contrazione è presente nella lettura palmare. In Occidente questo principio è stato assorbito nella Morfochirologia. Perciò nel palmo e nelle dita il flusso di energia vitale scorrerà facilmente attraverso le zone dilatate o larghe della mano e scorrerà difficilmente attraverso le zone ritratte o deboli.

Per una trattazione più approfondita al riguardo, rimando ad un articolo successivo.

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